C'è sempre grande emozione per l'inaugurazione di una mostra, specialmente se ci hai lavorato per mesi. Questo è per me
Rui Chafes. Entrate per la porta stretta.
L'idea di questa mostra è nata circa 2 anni fa e mi fu proposta dal Console Onorario del Portogallo a Bari, Pier Luigi Rossi. Da questo suo desiderio è nato un progetto, sostenuto dalla Provincia di Matera e dall'Ambasciata del Portogallo in Italia, che è andato ben oltre le nostre aspettative.
Rui Chafes, 45enne artista portoghese ha dovuto affrontare, come ammette lui stesso, un compito difficile: esporre nei Sassi di Matera.
I Sassi, Patrimonio dell'Unesco e magnificenza dell'opera dell'uomo, sono di per sé una incredibile scultura.
Rui sceglie di esporre nel Convicinio di S. Antonio, insieme di quattro chiese rupestri, dove le sue sculture sembrano ritrovare la pace.. o forse no, rimangono anime vaganti, presenze inquiete all'interno di un luogo sacro.
Le opere di Rui sottostanno continuamente ad un progetto di dialogo con lo spazio e il contesto architettonico. Lo scultore ammette di aver voluto portare in questo luogo, già di per se scultura, una sua anti-scultura.
-omaggio a Giorgio De Chirico-
Opere essenziali che in nessun modo si accavallano o cercano di "prendere spazio" all'interno delle cripte.
C'è il massimo rispetto, da parte dello scultore, per il luogo e la sua sacralità.
Vivamente consigliata la visita in mostra!
powered by Respira Puglia
(per info: respirapuglia@gmail.com)
La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio 2012
Ogni giorno dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00
Convicinio di Sant'Antonio
Matera
Text & Pics: Fausta








3 commenti:
love faux!
alessia.
In contemporanea, oggi è uscito un articolo sulla mostra in home page di EXIBART.
enjoy
http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/36427/IDCategoria/1
F.
A mio avviso, sembrano dei tralicci di metallo che minano la bellezza antica dei beni di Matera. un grandissimo pugno in un occhio! soprattutto l'ultima foto dipinge il decadentismo dell'arte contemporanea: sembrano tubi di metallo abbandonati in un cantiere deserto.
Non capisco perchè si costringa a far parlare periodi storici diversi e incompatibili tra di loro: quello del sentimento storico e quello della tecnica.
Luce
Posta un commento